Obesità: le diete fanno ingrassare

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Sembra paradossale che la maggior parte di coloro che seguono delle diete così dette “fai da te”, poi finiscono per ingrassare.

Questo fenomeno dipende dal fatto che mettendo in pratica diete a caso, magari sentite da amiche che le hanno provate e da cui hanno avuto splendidi risultati, oppure consultando siti internet, poi in realtà si ritrovino ad avere scarsi risultati o addirittura a prendere peso.

Il fenomeno è dato dal fatto che ognuno di noi è diverso dall’altro, possiede un differente metabolismo, ha una propria conformazione del corpo, magari c’è chi mette più massa sui fianchi, sulla pancia, oppure sul sedere o sulle cosce e che quindi richiede un tipo di dieta mirata, questo solitamente è quello che noi tutti ignoriamo.

Ad esempio ci sono delle diete specifiche a base di carboidrati che possono favorire la riduzione di massa su gambe.

L’errore quindi è quello di pensare che qualsiasi dieta vada bene per tutti. In realtà sarebbe più che utile prendere coscienza del fatto che richiedere l’aiuto di uno specialista può aiutarci una volta per tutte a perdere i chili di troppo e affrontare con grandi risultati anche le situazioni di obesità peggiore, con l’apporto di una grande motivazione.

E’ proprio sulla motivazione che gli specialisti come gli obesiologhi centrano il loro rapporto con il paziente, cercando di attivare dei veri e propri processi educativi, attraverso i quali si convinca il sogetto e ancora di più la famiglia, che l’obesità è una malattia grave, la cui cura può durare anche anni.

Il tempo rappresenta una delle tante difficoltà di chi vuole perdere peso, sia nei casi così detti lievi che gravi, perchè la sensazione è quella di non raggiungere mai i risultati sperati, in quanto la perdita di peso adeguata e senza conseguenze di successiva ricaduta, può richiedere periodi più lunghi, rispetto ad esempio alle diete che solitamente consentono si di perdere peso in fretta, ma in realtà di acquistarlo ancora più velocemente.

Quindi il motto di solito è perdere peso velocemente, senza fatica e soprattutto senza spendere troppi soldi.

Attenzione anche ai farmaci che spesso si vedono pubblicizzati, e che promuovono prodotti promettendo grandi risultati, come la perdita di peso in pochi giorni, ma che in realtà possono essere nocivi.

Soprattutto attenzione per le ragazze e i ragazzi in età adolescenziale, in quanto la riduzione di peso eccessiva in poco tempo può anche provocare malattie legate alla tiroide portando conseguenze gravi a vita.

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Curare l’Obesità

curare l'obesità

Lo scopo principale della terapia per curare l’obesità è principalmente quella di ridurre il peso, prima di tutto attraverso la riduzione delle calorie che solitamente si assumono, portandole al di sotto del numero di calorie che il nostro corpo è solito bruciare.

Ovviamente i metodi sono diversi in base a quanto peso di deve o si vuole perdere, quindi approcci diversi in base al grado di obesità che si presenta.

Il primissimo approccio riguarda l’alimentazione, in particolare la riduzione sostanziale di cibi ipocalorici in associazione all’attività fisica, tutto definito in relazione al soggetto, al suo peso, all’età e alla conformazione fisica.

Questo soprattutto grazie all’apporto di uno specialista, che meglio di tutti può suggerire le adeguate modalità di approccio per chi vuole ridurre il proprio peso in maniera efficace e duraturo senza conseguenze.

Ovviamente in caso di obesità grave, oltre all’approccio alimentare e fisico si possono associare i farmaci, che attualmente incidono sulla riduzione nell’assorbimento dei grassi.

Alcuni suggeriscono anche l’assunzione di prodotti naturali, a base di erbe che sono facilmente reperibbili, ma che in realtà sono poco efficaci e oltretutto potrebbero anche essere dannosi alla nostra salute.

Nei casi più gravi si può anche richiedere l’intervento di più specialisti, sia attraverso il ricovero presso una struttura residenziale apposita in cui i pazienti vengono seguiti rispettivamente da dietologi, psichiatri, nutrizionisti infermieri, quindi da una vera e pripria equipè di persone preparate ad affrontare situazioni al limite, che seguono la persona in tutto il periodo di permanza sia sotto il profilo fisico che psicologico, affiancandolo nelle varie attività e spronandolo per il raggiungimento degli obiettivi.

Tale procedura non necessariamente avviene in ambito residenziale, è prevista la possibilità di seguire il paziente anche in regime ambulatoriale, però nei casi più difficili è consigliato un approccio più drastico, soprattutto quando la persona sia propensa a mollare o non abbastanza motivato, o nel caso in cui soffra di disturbi emotivi che lo portano ad abbandonarsi al cibo facilmente, il fine è quello di migliorare la capacità di gestione del peso da parte del paziente, far si che riattivi la sua capacità muscolare e articolare, con importanti miglioramenti anche dell’apparato respiratorio e cardiovascolare.

Anche in questo caso i famigliari rappresentano un punto di riferiemento molto importante, la cui presenza potrebbe essere fondamentale.

Se vivi nelle Marche il punto di vista di uno psicologo di San Benedetto del Tronto può essere un valido approccio.

Altre approccio è la chirurgia soprattutto per chi non è riuscito ad avere risultati in altri modi.

Prevenire l’Obesità

prevenire-obesità

L’obesità ormai viene considerata la malattia del secolo, diffusa soprattutto nei paesi industrializzati e paradossalmente presente in fasce di popolazione così dette povere.

Ovviamente esistono dei modi per prevenire quella che ormai si configura a tutti gli effetti come malattia, presenta ormai non solo negli adulti ma aimè anche e soprattutto nei giovani e bambini in età pediatrica, legato all’ingestione di calorie di gran lunga superiore rispetto al fabbisogno giornaliero.

Tra i tanti consigli quello più importante è fare attenzione all’alimentazione, mangiare cibi sani senza troppi grassi e zuccheri, ma abituarsi a tanta verdura;

non saltare i pasti e programmarli in maniera che non siano troppo distanti l’uno dall’altro;

cercare di non lasciare da mangiare in giro soprattutto se si è particolarmente predisposti all’assunzione di cibo, con una propenzione ai dolci, evitare di comprarli; mangiare lentamente; evitare cibi precotti;

se si vuole perdere peso non fare diete inprovvisate, in quanto il rischio è quello di smettere velocemente e rimettere su peso altrettanto velocemente, ma farvi seguire da uno specialista che vi seguirà regolarmente e creerà la dieta giusta per voi senza troppi sacrifici;

non pesarsi in continuazione;

e soprattutto cercare di fare attività motoria, ad esempio aerobica o palestra, insomma quello che più vi piace, così che possiate fare movimento, socializzare e mantenervi in forma.

Anche fare una bella passeggiata ogni giorno magari all’area aperta può aiutare, soprattutto se si passa l’intera giornata seduti a lavorare, oppure fare le scale piuttosto che prendere l’ascensore, sono piccole accortezze che possono essere utili al nostro corpo per mantenersi attivi.

L’alimentazione conta molto per la nostra salute, soprattutto per prevenire malattie importanti come il diabete che oggi con l’obesità rappresenta un altra piaga della nostra società, per questo motivo dobbiamo cercare di correggere le cattive abitudini, sia per noi stessi, ma anche per i nostri figli che necessitano di un educazione alimentare partendo proprio dalla famiglia, luogo in cui apprendono i comportamenti anche di questo tipo.

Un aiuto importante è quello dato dalle scuole, in cui vengono promossi sempre più progetti che riguardano l’educazione alimentare e l’apprendimento di comportamenti finalizzati a prevenire l’obesità infantile e di conseguenza adulta, promuovendo lo sport come elemento fondamentale per la nostra salute fisica e mentale.

Per prevenire l’obesità e il sovrappeso basta solo un po’ di impegno, basta non fare del peso una malattia.

Obesità: Le cause

cause obesità

Le cause di obesità possono essere varie, legate dunque a differenti aspetti della vita di una persona.

Quelle più diffuse si manifestano prevalentemente in soggetti con cattive abitudini alimentari che in realtà hanno anche una predisposizione genetica, cioè famigliari che presentano la stessa identica problematica.

Ad esempio si riscontra che all’origine dell’obesità genetica ci sia una responsabilità famigliare grave, che deriva addirittura dalla cattiva alimentazione della madre già durante la gravidanza, proprio per il moltiplicarsi degli adipocidi nel feto, quindi per ridurre le possibilità di obesità è di fondamentale importanza avere una corretta alimentazione.

Altre cause è l’eccessivo appetito, anch’esso può essere legato a fattori ereditari, come l’alterazione del sistema di controllo dell’assimilazione, del metabolismo o dell’utilizzo di determinate sostanze nutritive; e del controllo dei sistemi ipotalamici della fame, cioè la parte del cervello che controlla la fame.

Oltre alle cause genetiche ed ereditarie, sono diverse le origini di tale malattia, accanto alla cattiva alimentazione nonché iperalimentazione, possiamo riscontrare la vita eccessivamente sedentaria che le persone fanno, legata anche a questioni lavorative, ad esempio che richiedono di stare molte ore seduti ad una scrivania.

E’ dunque provato che cause ambientali possono provocare obesità, come la noia e la mancanza di hobby o interessi, possono essere una delle fonti da cui deriva la cattiva alimentazione che porta all’assunzione di cibo in maniera anche incontrollata e al successivo aumento di peso.

Problemi psicologici, legati ad esempio alla sfera sociale, difficoltà di interagire con gli altri, il disagio di non accettare il proprio corpo, tipico nell’età adolescienziale, traumi infantili, depressione, stress eccessivo, disturbi dell’emotività.

Interesse particolare e incontrollato verso il cibo a qualsiasi età, che sfocia in un eccessiva alimentazione e successivo rischio di obesità.

Difficoltà a smettere di mangiare dolci, che prende il nome di ipoglicemia reattiva, che porta alla richiesta da parte del cervello di altri zuccheri, come una sorta di dipendenza e che può causare oltre che all’aumento di peso anche malattie gravi come il diabete.

Ci sono anche cause legate all’assunzione di farmaci, i cui effetti possono essere l’iperalimentazione, sviluppo di obesità, come la maggior parte degli antidepressivi e corticosteroidi, prescritti per i disturbi dell’umore.

Infine esistono delle possibilità rare che in seguito a traumi dovuti ad incidenti che hanno interessato la zona del cervello dell’ipotalamo, il soggetto sviluppi una propensione all’obesità.

Si rileva anche che l’obesità sia soprattutto presente in fasce di popolazione di livello socio-economico basso.

Obesità Infantile

obesità-infantile

L’obesità oggi rappresenta una delle malattie più diffuse nella nostra società in particolare nei paesi così detti del benessere, il dato allarmante soprattutto nei bambini in età pediatrica, con il rischio dell’evoluzione di malattie gravi come il diabete, o malattie cardiovascolari e pressione alta, che possono compromette comunque tutti gli aspetti della vita sia che di tratti di un adulto che di un bambino, come ad esempio nello sport o nella vita sociale.

Il tasso più elevato si rileva più che altro nei giovani Americani in età compresa tra i 6 e i 19 anni. Pure in Italia secondo le statistiche i dati sono allarmanti, anche nel nostro paese si registra un tasso di obesità giovanile molto alto, secondo il Ministero della salute la percentuale maggiore sopratutto al sud piuttosto che al nord.

L’obesità si configura come un aumento del peso per un eccessiva formazione di tessuto adiposo sottocutaneo, che per gli uomini si concentra soprattutto nella parte superiore del corpo, come collo, spalle e addome; mentre nelle donne si caratterizza oltre che nella pancia, anche in cosce e glutei, con carenza di muscolatura.

L’obesità viene calcolata tramite IMC, cioè l’indice della massa corporea, che mette in rapporto l’altezza con il peso di una persona distinguendo parametri differenti tra uomini e donne.

Il problema dell’obesità infantile sta proprio nella maggiore probabilità che i bambini hanno nel diventare obesi anche da grandi, in particolar modo, il rischio è proporzionato all’età del piccolo, più il bambino è grande e sovrappeso, più sale la probabilità che sia obeso anche da grande.

Studi recenti hanno dimostrato che uno dei fattori che più di tutti può incidere sulla possibilità che un bambino diventi obeso, è la presenta di uno dei genitori con il medesimo problema.

Un altro aspetto è la provata riduzione dell’indice di massa corporea IMC o anche detto BMI (Body mass index), superato il primo anno di età, riduzione che  arriva ad un valore minimo per poi aumentare e stabilizzarsi all’incirca tra i 5 e i 6 anni di età. Il rischio si rileva laddove l’aumento dell’IMC si verifica prima dell’età di 5 anni, aumentando così la possibilità del bambino di diventare obeso.

L’obesità infantile può essere legata sia ad una cattiva alimentazione, a malattie endocrine, ma anche a malattie genetiche ereditarie che hanno come conseguenza l’obesità, infine può derivare da problemi socio-ambientali, come la conduzione di una vita particolarmente sedentaria e non solo psicologici.

Rivolgersi agli specialisti del settore, come un nutrizionista e anche uno psicologo sicuramente è il primo passo da fare.